Wine-tasting, Weinproben, Dégustation, Cata de vinos – Baciccia Piacenza

Una corte verde e ridente in città. Il Baciccia

 Musica,  

  

  

 musica e ancora musica a cui si aggiunge la passione per il vino e la birra di qualità. Un’isola felice, forse davvero in terra finalmente per dirla con il poeta “l’isola che non c’è”

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Wine-tasting, Weinproben, Dégustation, Cata de vinos -Villa Toscanini Ripalta Guerrina Cremona

  
#degustazionevini #degustazionesalumi #degustazioneformaggi per #addettiailavori, #foodblogger #giornalisti #appassionatidelmangiarbene! Avremo l’onore di avere nostro ospite il Prof. Mario #Fregoni, docente di viticultura e Presidente onorario dell’#OIV, che ci parlerà della #ValNure

alle 19,30 si svolgerà un laboratorio dedicato alle diverse tipologie di #Gutturnio condotto con #AisSommelier Cremona Lodi 

 

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Scuola di Cucina Marchetti

Sono aperte le iscrizioni!! Il 12 novembre 2015  Corte Guarinona ha incontrato la #ScuoladiCucinaMarchetti e #MauroPiscopiello per una lezione teorica sul pesce accompagnata da #piattitipicipiemontesi… Peperoni al forno con bagna càuda, acciughe al verde, uova in carpione, Raviòle dël Plin al tartufo e Pere Martin Sec al vino rosso… Perchè ne parliamo ora? 

  
 

Perchè sono aperte le iscrizioni al CORSO DI CUCINA CON IVAN CECERE.

NUMERO CHIUSO. 10 ISCRITTI. 30€ A PERSONA.

PER INFO: TEL. 0523 507222 O info@marchettifabio.it

  
  

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GALETTE DES ROIS (o frangipane )

Maria Elena Frigau Cabras

per la sfoglia invertita:

impasto 1

burro a t° ambiente 375g

farina 75g

farina manitoba 75g

impasto 2

farina 175g

farina manitoba 175g

burro fuso a t° ambiente 110g

acqua 150g

aceto di vino bianco 1 cucchiaio

sale 15g

Impasto 1:

mescolare il burro e le farine in modo da ottenere una palla omogenea. Stenderla fra due fogli di carta forno a 2cm di spessore e mettere il tutto in frigorifero per 1h30.

Impasto 2:

far sciogliere il sale nell’acqua, aggiungere tutti gli altri ingredienti, mescolare per ottenere una consistenza soffice ma non molle. Stendere fra due fogli di carta forno in un quadrato di 2cm di spessore, avvolgere di pellicola e mettere al fresco per 1h30.

Tirar fuori l’impasto 1 e stenderlo in un rettangolo di 1cm di spessore. Sistemare l’impasto 2 al centro e richiudere i due lembi del impasto 1 sopra l’impasto 2. Premere leggermente i bordi. Ottenete un pacchetto rettangolare, stenderlo in ‘verticale’ davanti a sé in modo da ottenere una stricia 3 volte più lunga. Piegare questa striscia a portafiglio (lembo del quarto superiore verso il centro, lembo del quarto inferiore verso in centro, poi ripiegare in due in modo da formare un nuovo pacchettino, c’è il disegnino alla fine del post) Avvolgere di pellicola e rimettere al fresco per 1 ora. Ripetere la stessa operazione (qui come per la pasta sfoglia l’importante è tenere sempre la piega dallo stesso lato, io lo lascio sempre a destra), dando un altro giro a portafoglio. Nuovo riposo di un’ora. Stendere di nuovo e ripiegare in tre (che sarebbe il ‘tour simple), poi di nuovo al fresco.

Nel mentre preparate il ripieno, composto da due creme separate poi mescolate (anzi, la pasticciera fatela preferibilmente il giorno prima)

per la crema di mandorle:

mandorle in polvere 160g

zucchero a velo 160g

burro a t° ambiente 135g

uova 2

amido di mais 20g

rum 4 cucchiaini

Frullare il burro insieme alle mandorle e lo zucchero. Aggiungere il rum e la fecola poi, uno per uno, le uova.

per la crema pasticciera:

latte 50cl

zucchero 100g

tuorli 4

farina di riso 2 cucchiai scarsi

vaniglia 1 bacca

Portare a ebollizione il latte con i semini della vaniglia. Lavorare i tuorli con lo zucchero, alla frusta, incorporare la farina di riso. Versare a filo il latte caldo, sempre frustando. Riversare tutta quanta la crema nel pentolino e farla addensare a fuoco basso, mescolando di continuo. Spegnere, lasciar intiepidire e conservare con un pezzo di pellicola applicato direttamente sulla superficie della crema.
Procedere con la galette

Riprendere la sfoglia dal frigorifero, dividerla in due, e stendere ogni metà, su carta da forno leggermente infarinata, a 3mm. Ritagliare un disco in ogni pezzo di sfoglia stesa, aiutandosi di un piatto per esempio, stando attenti a ritagliare il secondo disco leggermente più grande (circa 1.5cm in più), del primo. Sistemare il primo disco, più piccolo, su una teglia da forno foderata con carta da forno. Spenellare il bordo (2/3cm) con del tuorlo (stando attenti a non sbavare sulla sezione della pasta). Mescolare la stessa quantità di crema pasticciera e di crema alle mandorle, e versare la crema a cucchiaiate al centro del primo disco (lasciando liberi sempre un buon 3cm di bordo, la crema invece può tranquillamente arrivare a 4/5cm di altezza). Pendere il secondo disco di pasta e disporlo sopra alla crema, facendo combaciare i bordi e premendoli bene in modo da sigillarli. Con la punta di un coltello tracciare dei disegni sulla superficie della galette (senza bucarla), spenellare la superficie con del tuorlo, e rimettere il tutto in frigorifero per un’oretta. Infine, riscaldare il forno a 175°, e cuocere la galette per una cinquantina di minuti o finché sia bella gonfia e dorata.

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Sapori del Borgo 2015

Giornata di sole inattesa, le persone si aggirano in coppia o in gruppi sparsi lungo il borgo, i volti sono sereni e curiosi. Abbiamo due vicini straordinari rivenditori di eccellenze quali miele, funghi porcini freschi ed essicati della Val d’Aveto e poi verdure e squisite cipolle di Treschietto. Scambiamo e condividiamo impressioni ed entusiasmo insieme a qualche bicchiere di vino o di caffè per non sentire il freddo. Tanti sono interessati a noi, molti si godono la famiglia e gli amici. Chiacchieriamo con vecchi e nuovi Clienti che raccolgono notizie sulla vendemmia e sulla produzione di quest’anno. Gli organizzatori verificano che tutto proceda al meglio.

Corte Guarinona ringrazia tutti di cuore 

    
   

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Vendemmia – Vintage – Weinernte – Vendimia – Vendange à la main 2015 

Il crepitio del fuoco nella stufa, il profumo del brodo in terza e la pioggia lieve segnano il tempo ritrovato che mi porta a riaccendere il computer per annunciare che la vendemmia 2015 si è conclusa in un trionfo d’uve e di aromi. Ora in cantina si lavora con ritmi diversi e grande concentrazione per esaltare la bellezza raccolta con cura. La vigna, nel mentre, si prepara al lungo riposo. Corte Guarinona si inchina e ringrazia. 
   
  

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Happy birthday VALORE VALNURE con Paolo Massobrio

barattolocesto    DSC_0120 DSC_0163DSC_0125  DSC_0157DSC_0132   appetizer in linea   DSC_0277   primo compleanno valore valnure

 

 

 

La Valnure dei grandi vini

di Paolo Massobrio | 25.05.2015

cit. “Hanno compiuto un anno, ma sono agguerriti e soprattutto amici. Sono i protagonisti dell’Associazione Valore Valnure che ha festeggiato il primo anno di vita a Grazzano Visconti, con un convegno riflessivo, una degustazione e una festa. Mi hanno chiesto di accompagnarli nella loro riflessione e per farlo mi sono preso del tempo.”

CHI È Paolo MASSOBRIO? fonte http://www.clubpapillon.it/paolo1.aspPaolo Massobrio, cinquantatré anni, milanese di origini monferrine, coniugato e padre di tre figli, si occupa, da oltre vent’anni, come giornalista, di economia agricola ed enogastronomia.GIORNALI
Collabora ai quotidiani La Stampa e Avvenire, al mensile Terre del Vino e al sito www.ilsussidiario.net, con L’Assaggio di Paolo Massobrio e a www.clubpapillon.it, ai cui abbonati invia quotidianamente “La Notizia del giorno”. In passato ha scritto per Il Giornale, Il Giorno, Il Sabato, Epoca, L’Espresso (ereditando la nota rubrica di vini di Luigi Veronelli), Il Tempo e A Tavola. E’ direttore responsabile di Papillon – periodico di sopravvivenza gastronomica – e de La Circolare. Per la Guida ai Ristoranti d’Italia dell’Espresso è stato per cinque edizioni il vice del curatore Edoardo Raspelli.TV E RADIO
Con Edoardo Raspelli e Gabriella Carlucci ha partecipato per due anni alla trasmissione Melaverde in onda la domenica su Rete 4, curando la rubrica sui vini. Ha collaborato nel 2003 con la trasmissione “Linea Verde al Mercato” di Alessandro Di Pietro; nel 2004 alla rubrica “Gusto” del TG5, e dal 2005 a Linea Verde. Nel 2008 è stato autore e conduttore della trasmissione Pinzimonio in onda con cadenza settimanale sul canale satellitare Alice. Nel 2009 ha curato la rubrica radiofonica “Il posto a tavola” nell’ambito del programma Oggi 2000 di Radio Rai Uno la domenica mattina.
LIBRI
E’ autore de Il Golosario, la guida alle cose buone d’Italia, giunta quest’anno alla quattordicesima edizione e della GuidaCriticaGolosa a Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia,  Piacentino, Liguria e Costa Azzurra (21^ edizione). Con Marco Gatti firma i libri L’ascolto del Vino, (3^ edizione) manuale di degustazione con la selezione delle migliori cantine d’Italia, e la GuidaCriticaGolosa nella parte dedicata alla Lombardia. Tra le altre pubblicazioni edite da Comunica: nel 2004 L’Ascolto dei Sapori, opera a quattro mani con Giovanna Ruo Berchera con la quale ha pubblicato nel 2005 Avanzi d’Autore; con lo scrittore Luca Doninelli ha curato la raccolta di racconti dal titolo A me piace l’Estate ma è così bello l’Inverno; nel 2006 ha firmato col dietologo Primo Vercilli Maramangio, ovvero la dieta senza rinunce, mentre nel 2006 ha scritto Umano Piemonte, dedicato ai paesi, ai sapori e ai personaggi piemontesi. Per Rizzoli, nel 2006 è uscito con un libro di racconti dal titolo Il Tempo del vino e per Il Saggiatore, insieme ad Andrea Sinigaglia, con Il Vignaiolo. Mestiere d’Arte. Dal 2007 pubblica Adesso, il libro per la famiglia per vivere con gusto tutti i giorni dell’anno. Nel 2009 esce con il libro I Giorni del Vino edito da Einaudi.PREMI
Nel settembre del 2006 il Presidente della Repubblica e la Regione Valle d’Aosta gli hanno conferito al Quirinale il premio Saint Vincent di giornalismo. In passato ha vinto, nel 1995, il premio letterario Gino Testa, nel 1996 quello giornalistico del Roero; nel 2000 l’Airone d’Argento, il premio Pier Cesare Baretti e il premio PiemonteVip; nel 2002 il premio Lanzevino e l’Oscar del Successo della provincia di Alessandria; nel 2003 l’Arduino d’Oro, il trofeo Nicola Ghiglione e il premio Giovanni Borello; nel 2004 l’Agrestino d’Oro, il premio Primi d’Italia di Foligno, la Mela d’Oro del Comune di Barge e il premio Uomo del Vino dell’anno della Regione Piemonte. Nel 2005 il Comune di Masio gli ha conferito la cittadinanza onoraria, mentre a Torino è stato insignito del Tastevin d’argento. Nel 2006 ha vinto la V edizione del concorso letterario Cesare Pavese indetto dal Cepam “Il vino nella letteratura, nell’arte, nella musica e nel cinema” per la sezione narrativa edita con il libro Il Tempo del Vino; il Comune di Tradate (Varese) lo ha insignito del premio Bacco d’Oro, quello di Faule (Cuneo) del Fujot d’Oro, mentre l’associazione ristoratori di Santa Margherita Ligure lo ha voluto per la prima edizione del premio Gambero Rampante Awards. Nel mese di febbraio 2007 ha ricevuto, in Campidoglio, il Premio Città del Vino, mentre nel mese di luglio gli sono stati consegnati il Premio “Piazza de’ Chavoli” promosso dall’Associazione Cuochi Pisani e il Premio Antica Corte Pallavicina dei fratelli Spigaroli. Nel mese di maggio 2009 è stato insignito ad Alessandria del premio Gran Gagliaudo d’Oro. Nel 2010 ha avuto tre importanti riconoscimenti: il premio Gerini del Lyons Club Val Cerrina, il Premio Salone Agroalimentare Ligure conferito dalla Regione Liguria e il Premio Internazionale Letteratura Enogastronomica di Minori – Costa d’Amalfi, con “I giorni del vino” (edito da Einaudi). Nel 2011 è stato insignito come confratello honoris causa della Confraternita degli Acciugai della Valle Maira, mentre nel 2012 insieme alla casa editrice Comunica che cura i suoi libri ha ricevuto la menzione speciale Libri da Gustare promossa da Ca dj’ Amis. Nel 2013 ha ricevuto il  Premio Internazionale di giornalismo Words of Wine, mentre nel 2014 il comune di Vignale Monferrato (Al) e quello di Coriano (Rn) gli hanno conferito la cittadinanza onoraria. Nello stesso anno è stato investito del titolo di Cavaliere d’Onore della Corporazione Acquavinattieri Italiani e con il libro l’Ascolto del Vino ha vinto il primo premio nella saggistica della XIII edizione del concorso letterario “ Il vino nella letteratura, nell’arte, nella musica e nel cinema”.VARIE
Nel 2007 è stato docente del master di giornalismo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, per aspiranti professionisti, dove si occupa di “giornalismo enogastronomico”. Sommelier e critico gastronomico, si occupa di educazione alimentare organizzando serate per l’Italia, con esperti e uomini del mondo dello spettacolo. Tra le curiosità, è segretario e ideatore dei “Seminari internazionali sul vino da Messa”, mentre ventuno anni fa ha dato vita all’Associazione Club di Papillon di cui è Presidente, creando cinquanta gruppi sparsi in tutta Italia che svolgono attività di approfondimento del gusto. Alla fine di ogni anno organizza Golosaria e i Salotti di Papillon, rassegne culturali ed enogastronomiche di alta qualità del gusto (l’edizione di Golosaria nel Monferrato, nel 2007, portò 40 mila persone nel Monferrato e fu un successo senza precedenti ) e il premio Top Hundred dedicato ai 100 migliori vini d’Italia. Tra le sue battaglie più note, quella a favore delle denominazioni comunali, per affermare il valore identitario per una comunità dei prodotti della terra. E’ stato membro del Comitato Scientifico per la candidatura di Milano all’Expo 2015. Nel maggio 2009 è stato nominato dal Ministro Brambilla nel Comitato per la valorizzazione del turismo enogastronomico. Nel 2012 ha fatto parte del Comitato le Firme di Expo 2015 con l’incarico, conferitogli dal Commissario Generale, di stendere i fondamenti del palinsesto delle attività di carattere enogastronomico che avranno luogo nel semestre dell’evento internazionale. Attualmente è tra le firme del Magazine di Expo 2015 Padiglione Italia su cui cura la rubrica “Storie di gusto”.
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Amor è palpito … di Primavera e risotto alle violette

Oggi scampagnata? Avete raccolto le violette? Sapete che appassiranno velocemente e che forse era meglio lasciarle nel prato… Se il guaio è fatto non sprechiamole e prepariamo un risotto incredibile

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Occorrente (dose per quattro persone)

400 gr di riso Carnaroli, 1 l di brodo vegetale (carota, sedano, cipolla e uno spicchio d’aglio), 1/2 bicchiere di vino bianco secco, sale q.b, pepe bianco, olio extravergine q.b. Infine minimo quattro cucchiai da minestra di violette fresche e 50 gr di burro per la mantecatura (lontano dal fuoco, mi raccomando)

Procedimento

Tostate in una casseruola larga dal bordo non troppo basso il riso con l’olio evo, quando suona salate, pepate velocemente e poi sfumate con il vino bianco secco leggermente intiepidito, lasciate evaporare l’alcool. Aggiungete a poco a poco il brodo vegetale scaldato (dovete evitare shock termici al riso) e mescolate delicatamente con un cucchiaio di legno. A cottura ultimata (15 min circa in media) spegnete il fuoco aggiungete le violette, il burro tagliato a dadini perché possa sciogliersi velocemente così non si prederà il profumo dei fiori, e mantecate il risotto. Servite immediatamente…

Come aperitivo potreste servire un kir fatto con Prosecco e Liquore alla violetta, canapè di prosciutto cotto e burro.

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Mentre cucinate ascoltate…

La traviata

Maria Callas (1923-1977)
Giuseppe Verdi (1813-1901)

[Atto I, scena 5]

Violetta Valéry, Parigi, salotto in casa di Violetta.  Violetta sente che si sta innamorando di Alfredo, ma decide di mettere a tacere questo sentimento, perché incompatibile con la sua vita di cortigiana: quello che può fare è rimanere ‘sempre libera’ e ‘gioire’.

Testo

VIOLETTA

Follie! Follie! Delirio vano è questo!
Povera donna, sola, abbandonata
In questo popoloso deserto
Che appellano Parigi,
Che spero or più?
Che far degg’io?
Gioire!
Di voluttà ne’ vortici perir!
Gioir!

Sempre libera degg’io
Folleggiare di gioia in gioia,
Vo’ che scorra il viver mio
Pei sentieri del piacer.
Nasca il giorno, o il giorno muoia,
Sempre lieta ne’ ritrovi,
A diletti sempre nuovi
Dee volare il mio pensier.

ALFREDO

Amor è palpito …

VIOLETTA

Oh!

ALFREDO

… dell’universo intero,…

VIOLETTA

Oh! Amore!

ALFREDO

Misterioso, altero,
Croce e delizia al cor.

VIOLETTA

Follie! Follie!
Gioir!
Sempre libera degg’io
Folleggiare di gioia in gioia,
Vo’ che scorra il viver mio
Pei sentieri del piacer.
Nasca il giorno, o il giorno muoia,
Sempre lieta ne’ ritrovi,
A diletti sempre nuovi
Dee volare il mio pensier.

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CARNEVALE… Parafrittus o Frati fritti, ricetta tipica sarda di M. E. Frigau

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Is Parafrittus o frati fritti (chiamati anche fatti fritti ) sono un dolce tipico sardo che viene preparato nel periodo del Carnevale.

Ingredienti

1 kg di farina 00
4 uova
500 ml di latte
100 gr di zucchero
100 gr di burro
Mezzo bicchierino di liquore a scelta (rum)
25/30 gr circa di lievito di birra
Una presa di sale
Scorza grattugiata di un’arancia e un limone
Succo di un’arancia

Olio per friggere (non di semi vari)
Zucchero per guarnire anche di canna grezzo


Procedimento

Per prima cosa scaldate il latte, non bollente, poi versatene un po’ in un bicchiere per sciogliere il lievito, ammorbidite il burro a bagnomaria (o con il forno a microonde).

I Fatti fritti si possono impastare a mano o con la planetaria, io li ho impastati con la planetaria, senza seguire un ordine preciso nell’inserimento degli ingredienti. Basteranno pochi minuti di lavorazione per un ottimo risultato, poi lasciate lievitare l’impasto al caldo e coperto fino a raddoppiarne di volume.

Dopo la lievitazione, stendete una tovaglia e cospargetela di farina, prelevate delle palline di impasto, schiacciatele leggermente e ponetele sulla tovaglia. Per i Fatti fritti non ci sono misure precise, si possono fare più grandi o più piccoli in base alle preferenze personali. In alternativa potete stendere l’impasto con il mattarello, lasciandolo alto almeno un cm e tagliare le forme con un bicchiere.

Lasciateli coperti a lievitare fino a raddoppiare di volume.

Scaldate abbondante olio e.v.o., controllate la temperatura immergendo la punta di uno stuzzicadenti, se si formano intorno ad essa tante piccole bollicine partite con la frittura dei Fatti (pochi alla volta) facendo prima il buco centrale con i polpastrelli.

Girateli, quando raggiungono il tipico colore dorato scolateli e asciugateli con abbondante carta assorbente per alimenti.

Guarnite (una volta intiepiditi) con lo zucchero.


Si dice che per essere perfetti debbano avere la famosa riga centrale.
Una volta fritti, scolateli su carta assorbente e cospargete di zucchero, i vostri fatti fritti sarano subito pronti da servire.

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Un presepe da sogno

Un presepe da sogno quello di Crevenna vicino Erba (Como).

Grazie Ian

Fonte Wikipedia

Il termine deriva dal latino praesaepe, cioè greppiamangiatoia, ma anche recinto chiuso dove venivano custoditi ovini e caprini composto da prae = innanzi e saepes = recinto, ovvero luogo che ha davanti un recinto. Un’altra ipotesi fa nascere il termine da praesepire cioè recingere. Nel latino tardo delle prime vulgate evangeliche viene chiamato cripia, che divenne poi krippe in tedesco, crib in inglese, krubbain svedese e crèche in francese. Una curiosità: il presepe è chiamato così solo in Italia e in Ungheria, perché la parola vi arrivò via Napoli nel XIV secolo quando un discendente Angiò divenne re di quelle regioni, e di Portogallo e Catalogna.Il presepe (o presepio) è una rappresentazione della nascita di Gesù, derivata da tradizioni medievali.

Le prime fonti del presepe sono i 180 versetti dei Vangeli di Matteo e Luca, cosiddetti dell’infanzia, che riportano la nascita di Gesù avvenuta al tempo di re Erode, a Betlemme di Giudea, piccola borgata ma sin da allora nobile, perché aveva dato i natali a Re Davide.

Il presepe moderno indica una ricostruzione tradizionale della natività di Gesù Cristo durante il periodo natalizio: si riproducono quindi tutti i personaggi e i posti della tradizione, dalla grotta alle stelle, dai Re Magi ai pastori, dal bue e l’asinello agli agnelli, e così via. La rappresentazione può essere sia vivente che iconografica.

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