Risotto con le fragole e Aceto Balsamico Tradizionale di Modena

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Occorrente per 4 persone

Brodo vegetale* caldo ………. 2 litri

Riso Carnaroli ………. 80 g a persona (320 g)

Olio evo 100% italiano ………. q.b.

Sale marino integrale da macinare ………. q.b.

Pepe rosa in grani da macinare ………. attenzione il pepe rosa è estremamente aromatico e rischia di coprire tutti i profumi quindi bisogna usarlo con parsimonia

Vino bianco secco fermo ………. la quantità dipende dal grado alcolico del vino e dalla sua aromaticità, in generale usatene 60 ml e fatelo intiepidire leggermente prima di versarlo sul riso tostato. Nota Bene: non si usa per cucinare un vino di bassa qualità, esattamente come non si deve risparmiare sull’olio per friggere. In cottura noi ingeriamo e non perdiamo il prodotto esattamente come quando lo beviamo o lo usiamo per condire. Quando si risparmia a tavola si spende in farmacia…

Fragole fresche ………. 20 per la mantecatura, 4 per la decorazione

Burro fresco ………. q.b.

Aceto Balsamico Tradizionale di Modena ………. a piacere

*Brodo vegetale: una cipolla con inseriti due chiodi di garofano, una foglia di alloro, due carote, due gambe di sedano verde, un ciuffo di prezzemolo, due spicchi d’aglio, sale, tre litri d’acqua.

Procedimento

Ricordate un segreto che quasi nessuno svela… bisogna evitare sbalzi termici in fase di cottura, quindi non aggiungete brodo o altro liquido freddo e usate cucchiai di legno. Le fragole lasciatele a temperatura ambiente.

Iniziamo… 

In un tegame largo in acciaio a bordo medio mettere l’olio evo scaldarlo leggermente e versarvi il riso, mescolarlo con un cucchiaio di legno fino a tostarlo (il chicco diventa traslucido) ovvero quando “suona”, non fatelo assolutamente imbrunire come quando si tosta il pane raffermo o i pinoli…

Sfumate con il vino intiepidito, lasciate evaporare l’alcol e poi per circa dieci minuti aggiungete poco brodo alla volta. D’abitudine i tempi di cottura del riso sono di circa 15 minuti, quindi arrivati a cinque minuti dal termine aggiungete le venti fragole schiacciate con la forchetta e leggermente salate e pepate, un altro po’ di brodo, qualche noce di burro fresco e completate la cottura.

Intiepidite i piatti in forno e utilizzate un coppa pasta per posizionare il risotto al centro di ogni piatto. Ponete in cima al riso una fragola intera o tagliata ad arte con un coltellino.

Alcuni aggiungono una goccia di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena

 

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Primavera, Spring, Printemps 2017

He’d always been fascinated by the fact that certain frogs can spend the winter completely frozen and that when spring comes comma, they defrost and begin living again period.

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Un lungo inverno… un lungo silenzio 2017

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Come in ogni famiglia anche qui accadono piccoli e grandi contrattempi. Ci sono rottamazioni, nuovi arrivi, imprevisti e qualche cataclisma.

Il segreto per andare avanti è fatto di tanti ingredienti: olio di gomito, voglia di condividere, sogni a sacchi, solarità, un pizzico d’incoscienza e tanta tantissima passione.

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Parola d’ordine… Pisarei, Burtleina, Buslàn e i mattoni della tradizione.

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Se vi chiedevate perché per un lungo periodo il sito fosse in letargo la foto vuole essere esplicativa più di mille parole.

Corte Guarinona nasce dal sogno di veder rivivere la casa e le terre di famiglia. Poco per volta, anno dopo anno cerchiamo di riportare alla luce la bellezza di questo luogo incantato. La terra è ricca di humus, viva e ben strutturata. La biodiversità vegetale e animale trionfa perché il fondo è rimasto a riposo dagli inizi degli anni Ottanta fino al Duemila anno in cui il recupero avviene in un ottica biologica e di tutela dell’ambiente.

Il lungo riposo della terra si deve ad un salto generazionale.

Negli anni Sessanta l’Italia visse uno sviluppo economico che portò a sottovalutare l’agricoltura in favore dell’industrializzazione. Non solo la nostra montagna, ma anche la collina visse un inesorabile processo di spopolamento. I tre figli di mio nonno, nati tutti negli anni Quaranta del Novecento studiarono a Milano e a Piacenza scegliendo di vivere in seguito altre realtà anche estere. La famiglia ha così avuto modo di ampliare le proprie conoscenze ed il bagaglio di esperienze mantenendo, tuttavia, un forte legame con la Guarinona dove ci si riuniva ritrovando le radici, i sapori e le tradizioni di casa.

Noi nipoti vivevamo la campagna e le sue stagioni con l’incanto della libertà.

Il taglio del fieno, la mietitura, la vendemmia e le arature, le galline, le faraone ed i tacchini, le mucche nelle stalle e le lucciole nelle sere d’estate, senza dimenticare il vernacolo, i pisarei, i tortelli, il buslàn (tipico dolce piacentino) e la burtleina tutti piatti accompagnati da un vino speciale quello di nonno Serafino frutto di diversi uvaggi non casualmente miscelati.

Sotto una pergola di verdea questo mondo è entrato nel cuore dei nipoti, dei bisnipoti e degli amici ed ora confortati dagli stessi piatti continuiamo a mantenere vivo quello spirito e quella passione che ormai inesorabilmente e felicemente ci abita.

 

 

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Autunno, Autumn, Automne 2016

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Com’è strano… cercavamo testi in prosa, canzoni o poesie che avessero come argomento l’autunno ed abbiamo scoperto che tutti invariabilmente sono permeati di tristezza e tragedia: Verlaine, Baudelaire, Guccini, Mina… Per noi vignaioli invece l’autunno è il momento in cui conclusa la vendemmia si preannuncia il rallentare del tempo e del fare frenetico.

La Natura si placa e ci insegna la bellezza di un quieto riposo che non è né fine né morte anzi tutt’altro, è vita anch’esso. Sorge il tempo in cui avvengono miracoli calmi permeati di profumi nuovi e antichi, che al posto del trionfo del sole e del fremito richiedono silenzio e gesti attenti.

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L’arsura della terra termina. Il mosto lascia l’infanzia ed entra nell’adolescenza, la legna arde mentre castagne e pentole sulla stufa colme di brodo riportano noi della Guarinona ai tempi dei nonni.

Per noi l’Autunno è una stagione lieta.

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Fine estate… 2016

Incontri di fine estate… Caprioli e una volpe, mentre le mele completano la loro maturazione.

Il Capriolo

Il capriolo (Capreolus capreolus, Linnaeus, 1758) è un ungulato che vive in Europa e Asia. Ha palchi corti, in genere con 3 punte per lato nei soggetti adulti. Il corpo è di un colore tra il rosso ed il marrone, il muso verso il grigio. Fonte Wikipedia

Il Melo

Il melo è la specie frutticola per eccellenza e viene coltivata praticamente in tutti i continenti soprattutto nelle zone con clima temperato e freddo-temperato senza essere esposti a forti venti. I terreni devono essere fertili, ben drenati, soleggiati.

Classificazione botanica

Famiglia: Rosaceae
Sezione: Pomoideae
Genere: Malus
Specie: Malus domestica

Varietà principali
  • VARIETA’ ESTIVE: Gruppo Gala, Ozark Gold, Gravenstein;
  • VARIETA’ AUTUNNO-VERNINE: Granny Smith, gruppo Renette, Annurca, Red delicious, Golden delicious, Rome Beauty, Imperatore, Jonathan, Gloster, Elstar, Idared.

Fonte: http://www.elicriso.it/it/frutta/mele/

La Volpe

Con il nome comune di volpe vengono indicate 24 specie di mammiferi onnivori appartenenti alla famiglia dei Canidi.

Volpe deriva dal latino vulpēs o volpēs, dalla radice indoeuropea *wlpé-, con esiti in greco attico ἀλώπηξ alṑpēx (da ϝαλώπηξ walṑpēx, forma conservata in altri dialetti), gotico vulfo. Il Pott, non seguito dal Curtius, connette la stessa radice con il sanscrito lopacas per *vlopacas, da cui il lituano làpe per *vlape. Da confrontare con il gotico volfas, il tedesco Wolf, l’inglese wolf (ambedue parole che indicano il lupo).

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Volpe

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Serata, Soirée, Abendveranstaltung GEORGES COGNY

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Georges Cogny, chef in questa finis terrae padana

Farini, 8 Agosto 2016. Nel decimo anno dalla scomparsa dell’indimenticabile Georges Cogny si è svolto il consueto simposio sotto le stelle che vede ancora e sempre protagonista questo grande chef attraverso le sapienti mani dei suoi affezionati allievi e colleghi: Isa Mazzocchi (La Palta di Bilegno), Filippo Chiappini Dattilo (ex Osteria del Teatro), Ettore e Stefano Ferri (La Colonna), Carla Aradelli (Ristorante Riva di Ponte dell’Olio) e Daniele Repetti (Il Nido del Picchio).

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Circa quattrocento persone hanno assaporato pura poesia tradotta in piccole grandi opere edibili.

Attraverso materie prime di qualità che raccontano il nostro territorio siamo stati trasportati in un viaggio del gusto di grande respiro.

I vini che hanno accompagnato la serata dall’antipasto al dolce provengono tutti dalle cantine della Val Nure in un felice connubio di aromi, tradizione e innovazione.

In particolare erano presenti i vignaioli appartenenti all’associazione Valore ValNure, un progetto che nasce nel maggio del 2014 dalla volontà di far conoscere con entusiasmo e rinnovate energie i sapori, i profumi e i colori dello straordinario territorio piacentino.

Un sentito ringraziamento alla Sig.ra Lucia Cavanna presente alla serata, al Sindaco di Farini Sig. Antonio Mazzocchi , ai ragazzi dell’Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione della città di Piacenza G. Marcora e a tutti coloro che con il loro lavoro e la loro passione hanno reso possibile l’evento.

Le foto dei piatti e della brigata di cucina sono tratte da http://ristorantelacolonna.blogspot.it/

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Paella di luglio, July’s Paella, Paella du Juillet, Paella im Juli

INGREDIENTI per 20 persone con i normali fornelli di casa…

Nr 20 Gamberoni

1 kg Calamari/totani con ciuffi tagliati grossolanamente

1,5 kg Cozze sgusciate

250 gr Vongole sgusciate

1 kg Pisellini fini o extrafini, meglio freschi altrimenti surgelati

Zafferano in pistilli q.b. mescolati ad un mestolo di brodo tiepido e lasciati in una ciotola

3 litri di Brodo vegetale (mezzo sedano verde biologico, due cipolle di Breme delicate e perfette per i fumetti di pesce, una foglia di alloro del giardino, due spicchi di aglio)

750 ml di Passata di pomodoro biologica (attenzione la Passata prevede la totale eliminazione di semi e bucce)

2 kg di Riso Carnaroli Biologico tostato in olio e.v.o. spremuto a freddo

Sale grosso integrale q.b.,  pepe rosa macinato q.b.,  2 peperoncini essicati biologici, 1 testa di aglio biologico, prezzemolo per i gamberoni, erba cipollina e basilico biologici

In una grande padella cuocete i gamberoni con due o tre spicchi di aglio, un mestolo di brodo vegetale, un filo d’olio evo e mezzo bicchiere di vino bianco. Quando sono cotti aggiungete un cucchiaio di trito di prezzemolo e lasciateli nella padella coperti. Si raffredderanno lentamente e si creerà un buon fumetto che filtrato dovrete aggiungere al riso durante la cottura. Procedete allo stesso modo con cozze e vongole conservandone il fumetto di cottura sempre filtrato. I totani li cuocerete sempre a parte, ma utilizzando la passata di pomodoro. I totani dovranno essere appena scottati ciò li manterrà teneri una volta aggiunti al riso. Prendete a questo punto una pentola molto capiente e larga, preparate il soffritto (olio evo carota cipolla sedano) e tostate il riso, quando “suona” aggiungete 3 o 4 mestoli di brodo vegetale e sfumate con del vino bianco. Usate per cuocere il riso i fumetti di gamberoni e cozze intervallandoli con il brodo vegetale. Negli ultimi 5 minuti di cottura del riso aggiungete nell’ordine i calamari, lo zafferano, le cozze-vongole, e a cottura completata disponete i gamberoni sulla superficie calda del riso quindi portate in tavola e servite!

 

 

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Wine-tasting, Weinproben, Dégustation, Cata de vinos – Baciccia Piacenza

Una corte verde e ridente in città. Il Baciccia

 Musica,  

  

  

 musica e ancora musica a cui si aggiunge la passione per il vino e la birra di qualità. Un’isola felice, forse davvero in terra finalmente per dirla con il poeta “l’isola che non c’è”

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