2020, anno bisesto anno funesto

La vigna e la vita al tempo del Covid

Dopo un gennaio mite con qualche giornata sotto lo zero, abbiamo ai primi di febbraio iniziato la potatura del vigneto per prepararlo al risveglio vegetativo. L’aria era tersa ed il panorama sulle Alpi innevate così limpido che sembrava di toccarle.

A fine febbraio ci siamo ritrovati nel cuore dell’inizio della Pandemia in quanto parte della prima zona rossa identificata. Ci siamo dati alle attività domestiche, alla lettura, allo studio dei disciplinari, al riordino dei magazzini, delle soffitte e dei solai dando fondo ai vasetti di marmellata, alle giardiniere e alle passate preparati nel 2019. Ha subito un bello svuotamento anche la cantina privata che riempio con la mia passione per i vini dei colleghi FIVI provenienti dalle regioni più lontane (Abruzzo, Marche, Calabria, Basilicata, Sicilia e soprattutto Sardegna).

Corte Guarinona è stato un luogo privilegiato in cui trascorrere quei mesi così difficili per il Paese anche se le preoccupazioni lavorative e per la salute di Clienti, amici, nonni e parenti residenti in altre regioni o all’estero erano parte della vita di tutti i giorni.

Ci siamo ritrovati in un tempo sospeso, circondati da animali selvatici resi temerari dal tacere dei rumori umani.

Quando le attività sono progressivamente ripartite eravamo pronti per le consegne a domicilio: Corte Guarinona ha potuto seguire i corsi on-line che la Regione Emilia-Romagna ha tempestivamente predisposto per illustrare i decreti e la normativa di riferimento per i vari settori merceologici.

Curiosità

Il nome “bisestile” deriva dal latino bis sextus, “due volte sesto”, riferito al giorno aggiunto. Nell’antico calendario romano il giorno intercalato ogni quattr’anni era quello che seguiva il 24 febbraio. Era questo, per i romani, il bis sextus dies: “il sesto (sextus) giorno (dies) (prima delle calende di marzo), ripetuto” (bis, “due volte”). I romani, comprendendo la necessità di un giorno intercalare, scelsero il 24 di febbraio perché questo era, per loro, l’ultimo giorno dell’anno.

Per i Romani era il mese dei Feralia, i riti dedicati ai defunti: funesto quindi. Ma era anche il periodo in ci si svolgevano le Terminalia dedicate a Termine, dio dei Confini, e le Equirie, gare che avevano la funzione di ricordare la conclusione di un ciclo cosmico, due simboli della morte e della fine.

In seguito, fu Papa Gregorio XIII ad accorgersi che con il passare dei secoli il calendario civile non andava d’accordo con il calendario solare e anzi si rischiava di finire a celebrare la Pasqua in estate. Nel 1582 con la bolla papale Inter gravissimas eliminò dunque tre anni bisestili ogni 400 (quelli d’inizio secolo), riducendo la differenza a soli 26 secondi in eccesso (la durata media dell’anno è ora di 365,2425 giorni). Il giorno in più diventò il 29 febbraio e per quell’anno si riportò l’equinozio di primavera al 21 marzo saltando d’un colpo dal 4 al 15 ottobre.

Dove porta fortuna?

Nel mondo anglosassone l’anno bisestile è un anno fortunato. In Irlanda, una tradizione legata a S. Patrizio vuole che il 29 febbraio (il ”leap” day, il ”giorno del salto”) le ragazze possano chiedere al fidanzato di sposarle. Chi non accetta paga pegno, comprese 12 paia di guanti, uno al mese, per celare la mano ancora senza anello della fanciulla.

Una tradizione simile, sempre afferente il Nord Europa, stabilisce che le donne possono dichiararsi agli uomini in questo giorno, a patto di presentarsi con in mano una cucurbitacea (famiglia delle zucche e affini) che, una volta dichiarate, dovranno baciare tre volte.

Fonte: https://www.ilcapoluogo.it/2020/02/29/29-febbraio-la-superstizione-dietro-lanno-bisesto-anno-funesto/

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2019. AMARCORD…

Febbraio 2019. Investitura Accademia Gastronomica Maria Luigia

Chantal J. Francesca Smet, titolare dell’azienda Corte Guarinona è da sempre appassionata d’arte in ogni sua forma (come semplice fruitore) e di Cucina della Tradizione. Con emozione ha ricevuto il grande onore di far parte dell’Accademia Gastronomica Maria Luigia fondata l’8 maggio 1992. Per il pranzo d’investitura che si è tenuto il 24 febbraio 2019 nella splendida cornice di Villa Barattieri ad Albarola, le due accolite con l’aiuto delle loro madrine hanno preparato alcuni piatti della Cucina Piemontese: il Tonno di Coniglio, Cumpostia (giardiniera rossa), Lingua di manzo al Bagnet Vert, Bignole ai quattro sapori disposte in uno scenografico Croque en bouche.

 

Marzo – Aprile 2019. Corso avanzato Simonit & Sirch, a Seminò di Ziano Piacentino.

La formazione continua è importante ed è tra i valori partecipati e condivisi di Corte Guarinona. Avevamo seguito fin dall’inizio (2007) la filosofia del metodo Simonit & Sirch avvalendoci delle loro pubblicazioni, pertanto abbiamo partecipato con entusiasmo quando la Regione Emilia Romagna ha offerto la possibilità di assistere ai corsi con i Maestri di Potatura sostenendone i costi. Tramite l’ente di formazione Dinamica di Piacenza ci siamo iscritti sia al Primo che al Secondo livello che si è tenuto a Seminò nell’aprile del 2019. Dopo un primo giorno di recupero delle nozioni di base del metodo abbiamo affrontato il livello avanzato, studiato sia in aula sia in campo il tema dell’innesto come tecnica di recupero delle piante colpite dal Mal dell’esca ed infine preso visione dell’intervento di dendrochirurgia.

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Panorama, Seminò

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Il mal dell’esca è un complesso di malattie del legno della vite determinato dalla sovrapposizione, o piuttosto in alcuni casi, dalla successione di una tracheomicosi e di una carie. Nel primo caso, agenti causali sono principalmente Phaemoniella clamidospora e Phaeoacremonium aleophylum, Eutypa lata e, in minor misura, Botryosphaeria spp., mentre il principale agente di carie risulta essere Fomitiporia mediterranea. In Italia la malattia è diffusa praticamente in tutte le aree viticole della penisola, ma la sua incidenza varia enormemente in funzione dell’età dell’impianto, anche se la diffusione è in continua crescita.

Fonte https://terraevita.edagricole.it/agrofarmaci-difesa/mal-dellesca-una-diffusione-inarrestabile/

 

Piacenza, Gola Gola Food&People Festival

Da venerdì 7 a domenica 9 giugno 2019 Piacenza è stata il cuore pulsante del Gola Gola Food&People Festival che ne ha invaso il centro storico.
In Piazzetta Pescheria, sotto i portici di Palazzo Gotico, vignaioli, vini e chef si sono ritrovati insieme per presentare il territorio. La nuova generazione di Corte Guarinona era presente: Alberto, Tommaso e Cecilia si sono alternati presso lo stand di Valore Val Nure per far degustare sia i propri vini sia quelli dei colleghi dell’associazione.

Potrebbe interessarti: https://www.ilpiacenza.it/eventi/gola-people-food-festival-7-8-9-giugno-2019.html

 

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Novembre 2019. Leibniz, la vita e la vigna

“Il presente è saturo del passato e gravido dell’avvenire.”

                                                                                        Gottfried Wilhelm von Leibniz o Leibnitz

Corte Guarinona è fatta di persone e prende vita dalla storia di quattro generazioni.

Gli sposi Giuseppe Ferrandi classe 1856 e Clementina Lodigiani sono coloro che impiantarono la prima vigna e da loro discende la Prof.ssa Clementina Ferrandi che dopo una lunga malattia si è spenta il 24 Novembre 2019.

Ne parliamo qui perchè fu soprattutto grazie a lei e al padre Serafino Ferrandi, orologiaio in Podenzano (Piacenza) se la Guarinona non è stata alienata dai beni di famiglia. Entrambi con ruoli e in tempi diversi sono stati il ponte che ha permesso di superare l’abbandono dell’agricoltura che ha caratterizzato il Secondo Dopoguerra nel nostro Paese.

La generazione Ferrandi nata durante la Seconda Guerra Mondiale si dedicò principalmente agli studi e all’insegnamento lasciando che la casa e la terra in Torrano di Ponte dell’Olio fossero più un rifugio ameno dalle difficoltà della vita, che un luogo produttivo.

Clementina Ferrandi, Dottore in Filosofia, docente in lingua italiana ed inglese presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino – Angelicum in Roma, specialista del matematico e filosofo Leibnitz, e fiera delle sue origini decise, seguendo le orme del padre, di non vendere le proprietà avite e di conservarle per le future generazioni nel rispetto di quell’amore per la terra che da sempre accompagna la famiglia.

Il lungo silenzio che potete notare negli articoli del sito è parte della difficoltà che colpisce tutti noi nell’occuparci delle fatiche dell’esistere. In questi ultimi anni, non facili da tanti punti di vista, la famiglia si è stretta attorno agli aspetti più privati vivendo in un certo isolamento che si è protratto anche a causa delle gravi prove che si sono presentate nel 2020. La passione per il nostro lavoro non si è comunque mai spenta e continua con progetti a breve e a lungo termine. Il nuovo ampliamento del vigneto esistente effettuato a giugno 2020 è figlio di questa determinazione.

Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, ma anche della stessa sostanza della terra, da essa partiamo e ad essa ritorniamo. Arrivederci, Mamma.

Autore: Chantal Johanna Francesca Smet, figlia, nipote e titolare dell’azienda agricola e vitivinicola Corte Guarinona

 

 

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2019. L’anno dell’Oidio…

I dati definitivi sull’Inverno 2018/2019 (l’Inverno Meteorologico inizia il 1° Dicembre e si conclude l’ultimo giorno di Febbraio) lo dichiarano come il 23° più caldo della storia italiana, con uno scarto di +0,40°C delle temperature medie rispetto alla norma, ma con forti differenze tra le varie zone del Bel Paese. Al Nord e nelle Regioni tirreniche è stato un inverno decisamente caldo, mentre al Sud è stato nella norma o addirittura freddo in alcune aree della Calabria e della Sicilia, all’estremità meridionale del Paese.

Questo ha permesso all’oidio di svernare indisturbato e di presentarsi con violenza soprattutto nelle nostre zone collinari ad inizio stagione. L’annata già battezzata da una partenza difficile si è, quindi, immediatamente compromessa a causa dei problemi di sanità delle uve aggravati dalle piogge primaverili.

Per quanto riguarda la piovosità del 2019 è stata maggiore delle ultime 4 annate e superiore alla media. Dal punto di vista fitosanitario, le preoccupazioni si sono concentrate a fine aprile e a maggio sulla peronospora, anche se il fungo è stato meno aggressivo di quanto ci si potesse aspettare a causa delle temperature basse registrate. Al contrario il mese di giugno caldo e asciutto ha favorito lo sviluppo dell’oidio soprattutto nelle zone collinari.

A livello di andamento stagionale e fitosanitario il 2019 sarà ricordato in viticoltura come un’annata che dal punto di vista produttivo è stata inferiore alle attese e condizionata dagli andamenti climatici.

Corte Guarinona ha scelto di non vendemmiare e si è concentrata sulla profilassi fitosanitaria: sono state attuate le misure consentite nel regime biologico utilizzando zolfo e soprattutto sono stati progressivamente asportati manualmente e allontanati dal vigneto tutti i grappoli attaccati dall’oidio onde evitare la creazione di focolai cronici.

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2018. Un’annata perfetta per il nostro Guarinone.

La primavera 2018 si è aperta in coda al gelido Burian di fine febbraio (aria fredda siberiana), in modo spiccatamente variabile ed è stata caratterizzata da repentini cambiamenti meteorologici (all’insegna del tempo incerto, con rovesci e temporali alternati ad alcuni periodi soleggiati), per chiudersi con notevoli sbalzi termici estivi nella seconda parte di maggio che ha portato la vite ad una copiosa e anticipata fioritura. L’inizio dell’estate che ha visto l’alternanza tra periodi freddi e piovosi e periodi di calore, ha favorito l’allegagione, la formazione armonica dei grappoli e lo sviluppo vegetativo. La seconda parte dell’estate è stata caratterizzata da temperature elevate e assenza di precipitazioni che non hanno creato eccessivo stress idrico alle viti poichè era disponibile nel terreno un’adeguata riserva d’acqua. La maturazione ha avuto pertanto delle condizioni ottimali e il diradamento delle uve Barbera ha tenuto sotto controllo la qualità dlla produzione più abbondande rispetto alle annate precedenti. Le piogge e l’abbassamento delle temperature dei giorni precedenti la vendemmia sono stati perfetti per il mantenimento dell’equilibrio acido e del patrimonio aromatico. 

La scelta finale è stata quella di destinare la Vendemmia 2018 alla produzione del Guarinone il cui affinamento avverrà in legno per i prossimi due anni.

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Il Burian: cos’è, come si forma e quali sono le sue caratteristiche. Tutti i segreti sul vento gelido che viene dall’est.

Con parola Burian si intende quel gelido vento, da NE o E-NE, che durante la stagione invernale spira sopra le sterminate lande siberiane e le steppe kazake verso gli Urali e le pianure Sarmatiche, della Russia europea. Il termine Burian (o anche Buran) deriva dalla lingua russa ed è spesso associato alle bufere di neve che in inverno investono buona parte dei territori della Russia europea e la Siberia. Può soffiare con grande violenza venendo accompagnato da tormente di neve (di solito dai piccoli fiocchi gelati di neve farinosa, quella che cade con temperature sotto i -20° -30°) e fenomeni che portano a drastiche riduzioni di visibilità. Quando scavalca la catena montuosa degli Urali, l’aria gelida di matrice siberiana, invade le pianure Sarmatiche, e spesso anche l’Europa, apportando un considerevole calo dei valori termici, anche dell’ordine dei -10° -12° in meno di 24 ore. Il Burian lo possiamo considerare come un figlio dell’immenso anticiclone termico Russo-Siberiano, che durante il periodo invernale si sviluppa sopra le grandi steppe siberiana e sull’Asia centrale. Non di frequente, ma in alcune circostanze (in passato era molto più frequente), il gelido vento delle steppe siberiane, scavalcando gli Urali, può invadere il cuore dell’Europa, portando delle severe fasi di tempo invernale, con estese gelate e nevicate fino alle coste del Mediterraneo.

Fonte: http://www.meteoweb.eu/2012/01/il-burian-cose-come-si-forma-e-quali-sono-le-sue-caratteristiche-tutti-i-segreti-sul-vento-gelido-che-viene-dallest/113531/

 

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Inverno – Winter – Hiver – Uitvinder – Vinter – Talvi 2017-2018

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Autunno… gradevole pieno di generose giornate di sole. Inverno… iniziato mollemente fino al terribile gelicidio che ha decimato acacie e qualche rovere. Sul finire, alle porte della primavera, nevicate tardive e pioggie intense.

Acque e terra

Desiderio delle tue mani chiare
nella penombra della fiamma:
sapevano di rovere e di rose;
di morte. Antico inverno.

Cercavano il miglio gli uccelli
ed erano subito di neve;
così le parole.
Un po’ di sole, una raggera d’angelo,
e poi la nebbia; e gli alberi,
e noi fatti d’aria al mattino.

Salvatore Quasimodo, Acque e terra (Solaria, 1930)

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Vendemmia – Vintage – Weinernte – Vendimia – Vendange à la main 2017

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Il caldo e la siccità hanno anche ridotto la produttività, ma favorito la qualità, soprattutto per i vini rossi che potrebbero risultare da collezione.

FONTE
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Risotto con le fragole e Aceto Balsamico Tradizionale di Modena

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Occorrente per 4 persone

Brodo vegetale* caldo ………. 2 litri

Riso Carnaroli ………. 80 g a persona (320 g)

Olio evo 100% italiano ………. q.b.

Sale marino integrale da macinare ………. q.b.

Pepe rosa in grani da macinare ………. attenzione il pepe rosa è estremamente aromatico e rischia di coprire tutti i profumi quindi bisogna usarlo con parsimonia

Vino bianco secco fermo ………. la quantità dipende dal grado alcolico del vino e dalla sua aromaticità, in generale usatene 60 ml e fatelo intiepidire leggermente prima di versarlo sul riso tostato. Nota Bene: non si usa per cucinare un vino di bassa qualità, esattamente come non si deve risparmiare sull’olio per friggere. In cottura noi ingeriamo e non perdiamo il prodotto esattamente come quando lo beviamo o lo usiamo per condire. Quando si risparmia a tavola si spende in farmacia…

Fragole fresche ………. 20 per la mantecatura, 4 per la decorazione

Burro fresco ………. q.b.

Aceto Balsamico Tradizionale di Modena ………. a piacere

*Brodo vegetale: una cipolla con inseriti due chiodi di garofano, una foglia di alloro, due carote, due gambe di sedano verde, un ciuffo di prezzemolo, due spicchi d’aglio, sale, tre litri d’acqua.

Procedimento

Ricordate un segreto che quasi nessuno svela… bisogna evitare sbalzi termici in fase di cottura, quindi non aggiungete brodo o altro liquido freddo e usate cucchiai di legno. Le fragole lasciatele a temperatura ambiente.

Iniziamo… 

In un tegame largo in acciaio a bordo medio mettere l’olio evo scaldarlo leggermente e versarvi il riso, mescolarlo con un cucchiaio di legno fino a tostarlo (il chicco diventa traslucido) ovvero quando “suona”, non fatelo assolutamente imbrunire come quando si tosta il pane raffermo o i pinoli…

Sfumate con il vino intiepidito, lasciate evaporare l’alcol e poi per circa dieci minuti aggiungete poco brodo alla volta. D’abitudine i tempi di cottura del riso sono di circa 15 minuti, quindi arrivati a cinque minuti dal termine aggiungete le venti fragole schiacciate con la forchetta e leggermente salate e pepate, un altro po’ di brodo, qualche noce di burro fresco e completate la cottura.

Intiepidite i piatti in forno e utilizzate un coppa pasta per posizionare il risotto al centro di ogni piatto. Ponete in cima al riso una fragola intera o tagliata ad arte con un coltellino.

Alcuni aggiungono una goccia di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena

 

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Primavera, Spring, Printemps 2017

He’d always been fascinated by the fact that certain frogs can spend the winter completely frozen and that when spring comes comma, they defrost and begin living again period.

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Un lungo inverno… un lungo silenzio 2017

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Come in ogni famiglia anche qui accadono piccoli e grandi contrattempi. Ci sono rottamazioni, nuovi arrivi, imprevisti e qualche cataclisma.

Il segreto per andare avanti è fatto di tanti ingredienti: olio di gomito, voglia di condividere, sogni a sacchi, solarità, un pizzico d’incoscienza e tanta tantissima passione.

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